mercoledì 25 luglio 2007

NUOVA 500 (N/ECONOMICA/TRASFORMABILE)

La Nuova 500 venne presentata ufficialmente nel Luglio 1957: nella versione definitiva il motore (numero di progetto"110") ebbe una cubatura di 479 cc, sviluppante una potenza di 13 CV. Finiture al telaio e all'interno molto semplificate, abitabilità per due persone più bagaglio, prezzo di listino 490.000 lire.
Il lancio della 500 fu un vero insuccesso. Molte le cause: Prima fra tutte il prezzo e il posizionamento della vetturetta nei confronti della 600 La 500 venne giudicata non molto conveniente per il pubblico cui era, nelle intenzioni della Casa, rivolta (soprattutto scooteristi e possessori di vecchie "Topolino"). ll prezzo di 490.000 lire poi sembrò davvero eccessivo a fronte di una abitabilità limitata a due persone e alla semplicità delle finiture.
La primissima serie, nelle intenzioni del geniale progettista Dante Giacosa, era lo specchio della razionalità costruttiva e dell'economia (suo il motto: "non amo sprecare niente"). Così niente fu concesso alle cromature, allora di gran voga: le ruote erano prive di coppe con i bulloni a vista, verniciate di colore giallo crema; i fari erano incassati senza cornice e sulla carrozzeria nessun profilo di abbellimento.
All'interno della nuova 500 si nota una semplice plancia di lamiera verniciata che porta, al centro la levetta di comando degli indicatori di direzione con la relativa spia di funzionamento; sempre al centro ma più in basso, si trova la chiave di accensione motore e accensione/regolazione luci. Ai lati della chiave vi sono due interruttori a levetta: una a sinistra per l'illuminazione della strumentazione, l'altro a destra per l'azionamento del tergicristallo; quest'ultimo interruttore ha la particolarità di avere tre posizioni: la terza, in basso, porta all'azzeramento delle levette. Sotto la plancia, sempre in posizione centrale é situato un ripiano portaoggetti, realizzato in lamiera, dalla forma piuttosto schiacciata, al di sotto di esso é posto il comando del gas a mano, costituito da un semplice tirante ad anello.
Altri comandi sono: dispositivo tirante di sgancio del cofano anteriore (sempre ad anello, in basso a sinistra della plancia); sempre ai lati e sotto al cruscotto vi sono due levette che azionano delle valvole a farfalle e determinano l'entrata di aria fresca all'interno dell'abitacolo. In fondo al tunnel, azionabile dai posti anteriori, é posta la levetta di per il riscaldamento che immette aria calda all'interno della vettura. Al posto guida si trova un volante di un bel disegno a calice dove al centro é posto il pulsante dell'avvisatore acustico. Il tachimetro di forma circolare (scala max 100 Km/h) é racchiuso in un piccolo ma elegante carter di plastica che presenta una piccola visiera antiriflesso.
Nel corso dell'anno 1958 cambia la tonalità del materiale plastico di: tachimetro, volante, pomello cambio. Viene così abolito il colore neutro/beige in luogo del bianco/grigio. Cambia colore anche il pulsante del clacson che diventa nero.
La tappezzeria della prima serie, sia sui sedili che alle portiere é di qualità decisamente mediocre e applicata in modo approssimativo. Completano la ridotta lista di accessori, due alette parasole di plastica rigida.
Nonostante il prezzo di lancio, non particolarmente conveniente, la Nuova 500 presentava dunque gravi mancanze di allestimento: la chiave trasparente di commutazione delle frecce, di scomodo impiego, così come scomoda e complessa era la regolazione delle luci mediante la chiave luce quadro (ben 6 posizioni diverse); inoltre si potevano notare gravi lacune di finitura (viti a vista, imperfezioni di verniciatura e saldatura ecc ecc...); mancavano inoltre il lavavetro, il portacenere, e, cosa più importante, i cristalli discendenti: uniche aperture risultavano essere due piccoli deflettori laterali (nella primissima serie senza fermo: se completamente aperti impedivano la normale impugnatura del volate) oltre che, naturalmente, il tetto.
Un elemento, poi corretto con il tempo, che contribuì all'iniziale insuccesso della Nuova 500, fu proprio il tetto della vettura. Per contenere i costi e per scoraggiare il trasporto di passeggeri (che avrebbe pregiudicato il grande successo della 600) fu pensata la soluzione di un tetto completamente di tela comprendente anche il lunotto, realizzato in plastica trasparente. Per la particolarità di questa soluzione, la vetturetta venne omologata come "trasformabile", nome con cui verranno chiamati gli esemplari costruiti dopo la presentazione della "Tetto Apribile".
Un capitolo a parte meriterebbe il motore. E' già stato detto di come fece discutere una meccanica così rivoluzionaria: il maggior limite di questo propulsore, a fronte di un'economia di consumi da primato, stava nella scarsa potenza e nella limitata velocità della 500: 479 cc per 13 CV (SAE, dunque un calcolo già per eccesso) ad una velocità di 85 Km/h, era considerata inaccettabile dal pubblico italiano e, nei primi provvedimenti presi dalla Fiat per riposizionare la nuova utilitaria, ci fu un aumento della prestazionalità del propulsore, che raggiunse in seguito i 15 CV (Novembre 57) fino ai 16,5 del 1959.
Il serbatoio carburante, alloggiato nel vano anteriore, era di forma rettangolare e posto al centro del vano. Sempre nel bagagliaio anteriore erano poste la batteria (senza coperchio come, invece, sulla 600), la ruota di scorta, il serbatoio liquido freni, le valvole fusibili e una sacca di juta contenente gli attrezzi per la manutenzione: 1 chiave inglese fissa 8x10; 1 chiave inglese fissa 12x14; 1 chiave inglese fissa 17x19; pinza universale; punzone; cacciavite; chiave a tubo per candela; manovella per fissaggio ruote ai mozzi; cric.A fronte di una più che tiepida accoglienza del mercato e della stampa (Quattroruote titolò con un eloquente "nessuno torna indietro" la perplessità degli acquirenti, ormai abituati alla 600 e alla 1100/103, ad accettare la piccola e povera vetturetta), già a tre mesi dal primo lancio si ebbe una nuova versione migliorata della Nuova 500, denominata "Normale".

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